Durata oltre 400 anni la costruzione del
Duomo di Milano
ha reso una delle architetture più affascinanti d'Europa,
una cattedrale cresciuta assieme
alla città. Quando Leonardo da Vinci venne a Milano al tempo degli Sforza,
il Duomo era in costruzione da circa un secolo, dal periodo in cui l'arcivescovo Antonio da Saluzzo posò
la prima pietra nel 1386 sul luogo dove sorgeva la chiesa di Santa Maria Maggiore e nelle immediate vicinanze del
battistero di San Giovanni alle Fonti ancora visibile tutt'oggi sotto il sagrato, entrambi edifici sacri
fondati da Sant'Ambrogio nel IV secolo.
Per le finiture della chiesa era stato scelto il materiale: il pregiato marmo di Candoglia in
Val d'Ossola, un materiale opulento e prezioso, non appartenente alla tradizione architettonica del milanese
- da sempre legata al mattone, ma più affine al gusto gotico "internazionale" che produsse in quel periodo
le grandi cattedrali d'oltralpe con le quali il
Duomo avrebbe dovuto confrontarsi.
Era già stata realizzata gran parte dell'alzato del
Duomo
e completata la parte absidale
al tempo di Leonardo, consacrata con l'altare maggiore
da Martino V nel 1418.